Come si arriva in Antartide?

L’Antartide  è  un continente  fuori  dalle  rotte  commerciali  pe  la  gran  massa  dei  viaggiatori. Essendo inoltre  regolamentato  da  ferree leggi  sul  suo  accesso per  preservare  al  massimo  il  suo  delicato  ed  unico  ecosistema non  esistono  possibilità  per  il  turismo  di  massa  di  accedervi. Solo  chi  fa  parte  di  una  spedizione  scientifica accreditata può sperare  di  mettere  piede  sul  suolo  antartico.

Le  basi  di  partenza  sono  diverse  a  seconda  della  rotta  intrapresa  alla  partenza, della  nazionalità cui  si  appartiene  e della destinazione  finale in Antartide. Personalmente sono  partito  con linee commerciali  dall’Europa ( più  precisamente  dall’aeroporto  di  Nizza ) e  sono  arrivato  a Christchurch in Nuova  Zelanda facendo  scalo prima a  Dubai  e  successivamente a Melbourne. Il  viaggio , come  si  può  immaginare , è  lungo  e  stancante; normalmente  si  impiega  più  di  due  giorni  tra  scali ed  attese  in  aeroporto. Per  fortuna  a Christchurch vi  è  una  sede  distaccata  dell’ENEA/PNRA, quest’ultima , grazie  alla possibilità di  garantire  un  pernottamento  in albergo  permette  al  viaggiatore  di  fare  una  breve sosta  e  di  riposarsi un poco  prima  di  affrontare l’ultima  parte  del  viaggio. Il  giorno  programmato  per la  partenza, condizioni  climatiche  permettendo, ci  si  imbarca  su  un  aereo con  destinazione  una  base  antartica  sulla  costa .

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l’arrivo del C-130 a MZS. Crediti: Alberto Razeto, ©PNRA/IPEV.

Nel  mio  caso  è  stata  la  base  italiana  Mario  Zucchelli  ( MZS ) ma  possono  essere prese  in  considerazione   altre  basi come  per  esempio  l’americana  Mc Murdo. La  caratteristica  del  campo  di  atterraggio  di  MZS è  che  è  su  ghiaccio  marino ( pack ) e  quindi  sottoposta  alle  condizioni  stagionali  del  ghiaccio, cioè  può  essere  sfruttata  per  un periodo  di  tempo  limitato durante  l’anno. E’  in  costruzione  una  pista  permanente su  roccia non  lontano  dalla  base  stessa  che  potrà  garantire  condizioni  stabili  per tutto  l’anno e  dare  supporto  logistico  anche  alle  basi  limitrofe. Altre  basi  di  partenza  per  l’Antartide  possono  essere  quella  di  Hobart in Tasmania o Punta  Arenas  in Cile . Per  me  e i  miei  colleghi  con  destinazione finale  la  base  Concordia ci  aspettava  però  un ulteriore  volo di  solito  effettuato con un DC3 modificato ( Basler ) della  durata  di  quattro  ore  circa .

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l’arrivo del Basler a Concordia. Crediti: Alberto Razeto, ©PNRA/IPEV.

Un  altro  mezzo per  arrivare  sulla  costa  antartica  è  la  nave. I  francesi  posseggono una  moderna  nave adattata alla  navigazione in  acque  polari , la  Astrolabe, che  collega  la  base  in Tasmania  con le  altre  basi subantartiche francesi ( Kerguelen, Nuova Amsterdam, Crozet, Saint Paul ) e la base  antartica  di  Dumont D’Urville   ( DDU ).

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l’Astrolabe. Crediti: Cyprien Verseux, ©PNRA/IPEV.

Questo  è  un viaggio  che normalmente più o meno  richiede  una  settimana, tenendo  sempre  in  considerazione  le  condizioni  meteorologiche , è per  stomaci  forti ( facilmente  si  soffre  il  mal  di  mare ) ma  ripaga permettendo   di  assistere  ad  incomparabili  spettacoli  naturali  offerti sia  dal graduale  passaggio  verso  la  luce  costante  per  tutte  le  ore  del  giorno ( viene  effettuato  durante  l’estate  australe  ) sia dalla  possibilità  di  incontrare  molti  degli  animali  marini  presenti  in  queste  acque ( balene, orche, delfini e  avvicinandosi  alla  costa , pinguini ).

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il sole di mezzanotte in navigazione. Crediti: Cyprien Verseux, ©PNRA/IPEV.
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i primi pinguini di Adelie avvistati al  largo della  costa su una banchisa galleggiante. Crediti: Cyprien Verseux, ©PNRA/IPEV.

Ultimamente in  questi  anni  si  è  sviluppato il  fenomeno  del  turismo  su navi da crociera garantito da  tour  operator  che vendono  pacchetti  con  destinazione  la  penisola  antartica. Normalmente  la  base  di  partenza per  queste  escursioni  è quella  di  Ushuaia in Argentina  o  Punta  Arenas in Cile. Il fenomeno  è  in netta  espansione e se  dovesse  continuare con la  tendenza  all’aumento  registrato in questi  ultimi  anni metterebbe  in serio pericolo l’ecosistema antartico. Una  curiosità: un viaggio  in crociera di lusso della  durata di  10  giorni  circa  può  arrivare  a  costare  anche più di 15.000 euro!

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